sail away

il sogno si infrange nel bordo tra la visione e il progetto. manca la qualità della vita reale nella speranza che ci abbiamo messo. manca la necessità, la fame. la pigrizia dei sogni che così tanto ci impiegano a diventare realtà e le forze feroci di chi ci guarda senza capire, o di chi capisce e poi si volta. l'astuzia e la scaltrezza di chi riconosce che non è necessario lo sforzo di tutti ma si può solo torchiare chi di buona volontà si mette a inseguire qualcosa in cui crede. mantenere le distanze da un possibile fallimento è un'arte ormai evoluta, mezzo essenziale del politico e del politicante. l'amore per se stessi anteposto all'amore per il tutto. il tutto che è l'unica cosa che ci può permettere di cambiare un piccolo qualcosa.
la rabbia si mescola all'impotenza, che forse è solo figlia della paura, o dell'inettitudine che mi travolge in questi giorni. gli eventi che mi sommergono portandomi al largo dove non è più chiaro che cosa è nella giusta direzione o dove ci sono più rotte per arrivare alla meta.
l'importante forse è allora non perdere di vista la meta. il sogno o lo scopo. il perchè ho deciso di fare tutto questo, e l'integrità di non sottomettermi alle insidie e alle richieste del benessere e dai timori che mi scuotono e mi annebbiano la vista.
il viaggio ha avuto un momento di buon vento calmo, teso e a favore di vela, poi calma piatta, ora un po' di burrasca. non si può però abbandonare il timone. spero solo che non diventi un viaggio in solitaria.
so long my friends,
farewell