to design takes talent to program takes genius!
MAS-men
dogma sì - dogma no
scrivo a voi nella speranza che ancora qualcuno si aspetti che questo blog derelitto e incompreso possa essere uno strumento di supporto ad un pensare collettivo che ahimè non sta succedendo... non so neppure bene perchè... senza dubbio avrete tutti letto su Domus n°900 il manifesto del nostro piervittorioaureli; in caso contrario e per chi passasse di qui per caso:
i-l'architettura è come il dogma, decisione su ciò che non si può decidere. dottrina senza prova.
ii-l'architettura è lo sfondo di ciò che non può essere anticipato: la vita. se si vuole descrivere l'essenza della vita nella città e nei suoi edifici attraverso la rappresentazione di un gesto, esso non potrebbe essere altro che quello di attraversare spazi definiti da muri. ogni momento della nostra esistenza è scandito dal passaggio di spazi definiti da muri. gli architetti non possono definire la trasformazione d'uso delle cose, come esse si muovono, come il cambiamento stesso accade nell'architettura. l'unico ruolo che può essere onestamente attribuito all'architettura è la sua inerzia nei confronti dell'inesorabile divenire della vita.
iii-l'architettura consiste nella definizione implacabile dei propri limiti e non nella rappresentazione della sua immagine. l'architettura non consiste nelllo scolpire un oggetto. l'architettura è la composizione di parti attraverso la precisa delimitazine di spazi. la realtà così come è può essere contenuta e confrontata dagli spazi dell'archittettura, non riprodotta nè rappresentata.
iv-l'architettura è forma - tensione tra ciò che è dentro e ciò che è fuori, tra ciò che l'architettura include e ciò che essa esclude. l'architettura è aspirazione all'unità e al tempo stesso consapevoelzza dei limiti di ogni aspirazione all'unità. per questo l'architettura quando è se stessa si definisce sempre in relazione, in agonismo con il proprio contesto.
v-l'architettura deve confrontarsi con la città anche quando la città non offre nessun obbiettivo all'architettura. la forma della città è l'oggetto e il metodo dell'architettura. l'architettura ha una relazione implicita con la città: senza l'orizzonte politico, sociale e culturale della città l'architettura non ha ragione di esistere.
vii-l'architettura dei nostri progetti è forma senza stile. silenziosa, deliberatamente monumentale e radicalmente anonima. composta di forme senza padre, essa aspira a sospendere qualsiasi celebrazione, postulando intelliggibili configurazioni dello spazio. "essi non riuscivano a persuadersi che se avessero trattato il loro soggetto con facilità, qualcosa di buono avrebbe potuto uscirne fuori. d'altra parte erano pure persuasi che nessuno serve meglio la generazione in cui è nato di colui che offre il dono della certezza."
dogma architecture manifesto
ovviamente la parte più interessante dell'articolo era al lato della pagina, ma ve la lascio scoprire da soli.
ciuss
pv