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MAS-men
mercoledì 31 maggio 2006
  il confine come spazio di dialogo

Il territorio non può prescindere dai confini. Al tempo stesso la potenzialità del confine deve trascendere i concetti di limite e di costrizione.
L’idea di c
onfine è contraddittoria quando la linea burocratica non si riconosce sul territorio fisico; il confine non è una linea bensì una fascia che raccoglie realtà diverse che si confondono e si confrontano creando una sfasatura.
Il progetto deve cr
eare armonia tra le diverse dinamiche esistenti e affrontare la sfasatura che il confine rende evidente. Ideare un confine come spazio di dialogo richiede allora l’impiego delle forze di tutti gli attori. Cogliere la positività del confine permette di sapere cosa manca da una parte o dall’altra di esso; di scoprire le nicchie libere interne ad un’economia e di sfruttarle a proprio vantaggio attraverso un’attenta sovrapposizione di governance e di progetto. La progettazione della sfasatura è il modo di gestire la multi-direzionalità delle fasce di confine.
Il progetto si concretizza attraverso l’interrelazione delle diverse attività: dell’abitare, del muoversi, del lavorare e della cultura, e con la scelta sul territorio di punti di incontro che costruiscano insieme una nuova identità che non veda più il confine come limite bensì lo sfrutti come possibilità di dialogo.
La gestione della sfasatura permette di dare una nuova misura agli spazi abitabili.

Il progetto intende focalizzare una proposta per l’area di contatto tra le Provincie di Milano, Como e Varese. I fondi del contributo andranno a finanziare un gruppo di ricerca costituito da quattro ricercatori coordinati da un professore incaricato dalla direzione del Master in Architettura del Territorio (Mas-Arch) dell’Accademia di Architettura di Mendrisio.
Lo studio si avvarrà dell’esperienza di ricerca svolta all’interno dell’atelier di master sui temi del limite tra Lombardia e Ticino. Tramite un’operazione di agopuntura lo strumento del progetto dello spazio pubblico si inserisce nel territorio mirando non solo a riqualificare dei luoghi , ma a creare nuove dinamiche generative che possano migliorare l’abitabilità del territorio nel suo complesso.
La contiguità geografica e l’interdipendenza tra l’area finora studiata e quella che si intende prendere in esame ai limiti della provincia di Milano, è un ulteriore punto di continuità tra la ricerca portata avanti finora dalla struttura dell’Accademia di Mendrisio specificamente sullo studio dell’architettura del territorio, che si vuole porre come ponte tra varie discipline per creare una visione di insieme, un orizzonte comune a specificità diverse e apparentemente incongruenti.


 
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